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Perché il progetto Recall è da considerarsi un esempio virtuoso di economia circolare?

Il progetto della Recall prevede la realizzazione di un impianto per valorizzare la FORSU (frazione organica della raccolta differenziata) in due fasi: attraverso la digestione anaerobica si produce metano destinato alle stazioni di servizio quale carburante rinnovabile e pulito per autoveicoli, mentre il prodotto della digestione viene successivamente trattato per divenire fertilizzante di qualità tanto da essere utilizzato in agricoltura, chiudendo il ciclo virtuoso della raccolta e della trasformazione del rifiuto trattato.

Per produrre biometano, il progetto Recall brucia rifiuti?

Non bruciamo rifiuti e, grazie al metano prodotto e immesso in rete, contribuiamo alla diminuzione delle emissioni di CO2 e di polveri sottili. Il biometano viene immesso direttamente in rete.

Non bruciando il metano prodotto e valorizzato ed immettendolo direttamente in rete, si produce meno inquinamento atmosferico?

Non solo. Il metano viene destinato come carburante per autoveicoli, con conseguente minore emissione di anidride carbonica e diminuzione delle emissioni di polveri sottili, che per le auto a metano sono trascurabili. Non solo, va sottolineato che l’inquinamento atmosferico, e in particolare di polveri sottili, è dovuto in larga misura anche alle emissioni di caldaie vetuste, a gasolio, legna e pellet.

La vostra attività produce sostanze nocive che poi attaccano l’organismo umano irrimediabilmente procurando malattie e tumori?

È paradossale e mistificatorio che si accosti alla parola “tumore” quella di biometano che invece rappresenta la strada per la soluzione del problema inquinamento da polveri sottili: il rifiuto fermenta al chiuso senza essere bruciato e senza emettere odori ed il metano prodotto viene immesso nella rete gas SNAM. L’impatto ambientale esterno è pressoché pari a zero.

Gli impianti a biometano chiudono il ciclo trasformando gli scarti organici in fertilizzante di qualità, dopo il passaggio attraverso una fase finale di compostaggio, ma il rifiuto immesso è puro o presenta tracce d’impurità?

È falso quando si ipotizza sulla digestione anaerobica che nel processo vengano immessi addirittura ceneri di impianti a carbone, radioattive e additivi chimici, col risultato che il digestato sarebbe inutilizzabile per fare compost. Questa affermazione è insensata e casomai è vero l’opposto: il compost prodotto dal digestato è addirittura migliore di quello prodotto compostando direttamente la FORSU, in quanto a monte della digestione anaerobica vengono separati meccanicamente tutti i residui non organici della raccolta differenziata (mediamente il 10%), proprio per non danneggiare il digestore, che è come uno stomaco e non può ingerire cibo cosiddetto indigesto.

Non bruciate, non inquinate, però l’olfatto immaginiamo verrà colpito: i rifiuti derivati da Forsu emanano odori sgradevoli?

Il procedimento avviene ermeticamente al chiuso, senza odori sgradevoli per l’ambiente esterno e ovviamente senza bruciare la FORSU. Gli odori molesti sono completamente da escludere.

Perché un progetto a così larga scala quando le compostiere domestiche o di comunità potrebbero sostituire questo procedimento?

Perché si tratta della migliore soluzione per il trattamento della FORSU, considerando che il compostaggio domestico potrà arrivare a coprire al massimo il 6% del totale, mentre le cosiddette compostiere di comunità sarebbero seriamente impattanti sull’ambiente e sul territorio”.

PROPRIO PERCHÉ NON ABBIAMO NULLA DA NASCONDERE E CREDIAMO FORTEMENTE A UN FUTURO DIVERSO DA LASCIARE AI NOSTRI FIGLI IN NOME DELLA GREEN ECONOMY, SIAMO APERTI E PRONTI A PARTECIPARE A OGNI TIPO DI CONVEGNO O INCONTRO CON I COMITATI SPONTANEI, I PARTITI POLITICI, ENTI PUBBLICI E AZIENDE PRIVATE ILLUSTRANDO LA POSITIVITÀ DEL NOSTRO PROGETTO.